Continua la Meschina Commedia… in settimana mi è giunta una citazione per danni da tale Cecco Alighieri, che millanta di esser discendente dello scribacchino autore della brutta copia della mia opera… che gentaglia. Oggi vi narrerò dei mesi che, dopo il ribaltone di Bossi, precedettero le elezioni del 1996.
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“Per me si va nella città dolente
per me si va diritti a San Vittore
per me si va con chi prese tangente
Giustizia attende incauto malfattore
attenderò che voi lo spodestiate
e gli farò lo culo tricolore.
Presto saranno chiuse quelle grate
giacchè lo inchioderò faccia nel muro
Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate”
Queste parole di colore oscuro
leggeva Silvio innanzi il proprio ufficio
“Il senso, venerabile, m’è duro”.
Ed intervenne lo Maestro Licio
“Vuol dire che se perdi le elezioni
saranno sangue, lacrime e cilicio
Di Pietro iscrisse quelle affermazioni
e se soccombi da Romano Prodi
riscrivere dovrai “Le mie prigioni”.
Lo so che a tal pensiero non ci godi
perciò prometti soldi a destra e a manca
per far dimenticare le tue frodi”.
“Lo sai che lo denaro non mi ammanca”
Disse il buon Silvio e cominciò a gridare
“Rifonderemo la Balena Bianca!”
Lo mastro Licio replicò al giullare
“Vuolsi così colà dove si puote
fa ciò che pensi, e più non mi scassare”
Anco Roman volava a basse quote
chè Bertinotti e i suoi fecer fardello
e coalizione già perdea le ruote
chè Fausto ricreò falce e martello.
Alchè Prodi rispose ai musi tristi
che non avean raccolto lo suo appello
“Andate pure a far li Progressisti
si vada per la guerra, e guerra sia
contra li fasci, Lega e comunisti
noi rifarem Socialdemocrazia!”
E mentre tutti andavan rifondando
l’Italia s’era persa per la via
e piano piano stava già affondando…
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