PolITicAGLIA 4 – Sud… divisioni

Dove eravamo rimasti? Ah, sì… ai partiti autonomisti toscani, incerti se fondare una nazione rossa o un granducato di sapore medievale. Ora dovremmo passare al Sud, ma le mie origini (sono tre quarti napoletano e un quarto friulano) mi impongono di rimediare a un errore compiuto nella scorsa puntata, quando ho clamorosamente dimenticato di citare…

 

 

 

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Fuarce Friûl

“Salve l’anime dal to Friûl”, recita il motto di questo partito che si distingue da tutti gli altri autonomisti di quella zona per l’orgoglioso nazionalismo. Gli scissionisti trentini vorrebbero semplicemente cambiare dominus, passando dall’Italia alla Germania, questi qui invece vogliono un Friuli indipendente. In fondo sarebbe divertente: “Ostregheta, bocia, che sgnapa… e che sbornie c’avemo ciapà!”.

 

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Ausonia, Etruria, Padania: c’è posto per tutti!

Chi ha qualche annetto in più sicuramente ricorderà i mitici discorsi televisivi dell’ex sindaco di Taranto Giancarlo Cito. Erano i tempi in cui la Lega Sud si proponeva ancora come contraltare della Lega Nord: Ausonia contro Padania. Poi tutto è cambiato, il leader della Lega Sud Gianfranco Vestuto (se non hanno Gian nel nome non li prendono) è stato candidato per la Lega Nord e ora si pensa a una nuova Italia composta da Ausonia, Etruria e Padani. Visigoti permettendo…

 

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Piccoli ma incazzati

Volete cancellarci? E noi ce ne andiamo! Questa è grosso modo la logica che è alla base delle velleità indipendentiste molisane: di recente il presidente della Provincia di Varese, subodorando una possibile cancellazione, ha detto che bisognerebbe prima abolire il Molise. E quale miglior modo per abolirlo che farne una nazione a parte? Attenzione, però: quelli di Molise Libero (con tanto di fiamma missina) hanno un altro nemico pericoloso con cui fare i conti… ne parleremo più avanti.

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Scatole ciociare

In Lazio c’è la capitale, Roma ladrona. Qualcuno si sarà pure rotto le scatole di sentirsi dare addosso tutti i sacrosanti giorni da questi padani. Così, a furia di tirare la corda, è nata nientepocodimenoche la Lega Libertà Lazio, col suo bel centurione al posto di Alberto da Giussano. L’unico problema è che, in caso di raggiungimento della tanto agognata indipendenza, ci sarà subito da fare i conti con un partito che mira all’indipendenza dall’indipendenza. Ebbene sì, è nato Liberi per la Ciociaria. Sarò sincero… sul web si trova talmente poco su questo movimento che non so bene se miri davvero all’indipendenza del frusinate. Però a me piace immaginarlo così… con cumpare Zappiddu e cumpare Fricantonio alla testa di un esercito di vuacche e pecuri, pronti a marciare su Roma.

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L’indipendenza dato ci hai?

Due facce di un’unica medaglia, che parte da Cagliari e arriva alla Maddalena. Sardigna Natzione, movimento relativamente giovane, e il Partito Sardo d’Azione, che vanta decenni e decenni alle spalle, si sono anche presentati assieme alle elezioni. D’altra parte il nazionalismo sardo, assieme a quello tirolese, è forse l’unico ad avere un senso se è vero, come è vero, che noi siamo sempre quelli “in continente”. Insomma, non c’è molto da scherzare, ma siccome stronzo io sono, di non avere capito fatto finta ho e nel titolo per il culo presi lo stesso li ho.

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Cateno, liberaci dalle catene!

In termini di voti non c’è partita: l’MPA di Lombardo è di una potenza devastante in terra sicula, al punto da rappresentare un problema financo per Berlusconi. Eppure noi teniamo per Sicilia Vera: innanzi tutto perché è un movimento siciliano duro e puro e non più genericamente “per il Sud”, ma soprattutto perché il suo leader (e parlamentare regionale) si chiama Cateno De Luca. Ecco, di fronte a uno che si chiama Cateno non possiamo fare altro che inchinarci.

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Moldavia e Romania? Ma no…

Last but not least la perla della settimana, per la quale va dato merito al nostro lettore Greem che ci ha segnalato il Progetto Moldaunia. Vediamo cosa dice il sito: ” Il progetto “MOLDAUNIA” è un progetto di autonomia che (…) risale alla fase costituente della repubblica italiana (1946), quando ben più illustri predecessori foggiani intravedendo la necessità di un’amministrazione autonoma della Daunia rispetto alle altre etnie pugliesi, reclamarono il diritto all’autonomia regionale della stessa, da sola o in aggregazione al Molise, al quale era legata da affinità etnico-culturali e socio-economiche, cementate in oltre 4 secoli di transumanza”. Tutto ciò mi fa arrapare, lo giuro. Pare però che il resto dei pugliesi si stia organizzando: i baresi progettano l’unione con le regioni limitrofe per fondare la Sannilicata, invece i leccesi potrebbero andare al nord a dar vita al Friuli Venezia-Apulia. Chi vincerà?

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8 commenti to “PolITicAGLIA 4 – Sud… divisioni”

  1. i miei più vivi complimenti! 🙂
    effettivamente la moldaunia mi fa paura, ma ora ad abitare i miei incubi ci sono quegli arditi dei ciociari liberi…

  2. Condominio Grattacielo Libero!
    E adesso vediamo se riesco a risvegliare lo spirito di condominio dei miei vicini…
    Anche se temo che quello stronzo del nono piano stia meditando la secessione del suo pianerottolo.

  3. Mi vien voglia di fondare un partito ..chissà come mai, magari lo chiamerò :C.A.R. Coglioni alla riscossa!(bravissimo, ma difficile starti dietro, ti volti e tac che c’è un post!):-)

  4. Copulo prima e dopo i pasti, ho pure la ricetta medica. 😀

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