Ore 11:30: mentre leggete sarò sotto anestesia…

…e se dopo gli haiku di stamattina non l’avete capito, permettetemi di dirvi che siete proprio gnegni. Ebbene sì, stamattina mi sottopongo a una riduzione chirurgica del pene che stava diventando troppo ingomb… no, eh? Vabbè, ad ogni modo per questioni di privacy non posso dirvi che tipo di intervento sto subendo mentre leggete, ma non preoccupatevi: è un’operazione del cazzo, di quelle brevi e circoncise.

Non volevo però lasciarvi col rischio di una crisi di astinenza (anche se entro stasera, massimo domani mattina dovrei tornare) quindi ho sfruttato la simpatica funzione “Programma articolo” di WordPress. Per rimanere in tema vi descriverò il mio precedente intervento, eseguito qualche anno fa per una fistole sacro-coccigea (per i leghisti: l’osso del culo). Buona giornata e pregate affinchè Pino abbia salva la vita.

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MERCOLEDI’

Ore 10:00: mi presento in ospedale per tutte le formalità pre-intervento. Mia madre mi ha preannunciato che ha contattato tutte le sue conoscenze. Io sono tranquillissimo, lei è ansiosa come se dovessero trapiantarmi il cuore

Ore 10:15: sono già passati due medici e un infermiere a salutarmi, analizzarmi, chiedermi se volevo dello champagne. Forse mamma ha esagerato

Ore 11:00: mi assegnano la stanza. Capito in una doppia con un simpatico contadino settantenne

Ore 12:00: il contadino finisce di raccontarmi tutte le sue operazioni precedenti. Praticamente mancava solo l’ernia, con questa gli danno il bonus

Ore 12:30: pranzo a base di “non-ricordo-cosa-ho-preferito-rimuovere”

Ore 13:00: passa un maggiordomo con una selezione di amari e digestivi. Forse mamma ha esagerato

Ore 13:30: decido di farmi una mezz’ora di sonno

Ore 18:00: mi sveglio

Ore 18:30: colloquio con l’anestesista, che mi dice che dovranno farmi l’anestesia totale invece della spinale per via di qualche problemino di coagulazione che potrebbe dare origine a qualche inconveniente

Ore 18:31: “Vabbè ma preferirei la spinale… quali sarebbero questi possibili inconvenienti?”

Ore 18:32: “Potresti rimanere paralizzato”

Ore 18:33: “Ho sempre desiderato di essere sottoposto ad anestesia totale, è un sogno che si avvera”

Ore 19:30: ceno: stesso menù del pranzo

Ore 20:00: mi sottopongono a simpatica rasatura del sedere. Dopo la rasatura passa il maggiordomo col dopobarba. Forse mamma ha esagerato

Ore 21:00: mi addormento

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GIOVEDI’

Ore 6:00: mi sveglio. Il contadino accanto già è in piedi da un’ora e dice “We, andiamo a fare colazione al bar”. Dannati braccianti indistruttibili

Ore 7:00: per ingannare l’attesa mi sparo una mezz’ora di sonno

Ore 9:00: mi alzo. Non sarebbe orario di visite, in camera ci sono solo due medici, due infermieri, mia madre, mia nonna, un mio zio di secondo grado e la banda municipale di Aci Trezza. Forse mamma ha esagerato

Ore 9:30: entro in sala operatoria. Nel corridoio un gruppo di cheerleader intona “Datemi una S! Datemi una E! Datemi una R!…”. Forse mamma ha esagerato

Ore 9:45: comincio a fare battute all’equipe operatoria che, essendo abituata a gente che piange di paura, si domanda se sia una reazione isterica

Ore 10:00: mi praticano l’anestesia. “Dottore, la avverto quando sta facendo effetto” – “Tranquillo, non ne avrai il tempo”

Ore 10:01: “Sta facendo eff… ZzZzZzZzZzZzZ”

Ore 11:00: mi svegliano e guardo in alto. Il chirurgo… l’anestesista… il dottor Quinzi… due assistenti… il dottor Quinzi???

Ore 11:01: “Dottor Quinzi… lei è cardiologo… perché è qui?”

Ore 11:02: “Tranquillo tutto bene… però tua madre mi ha chiesto di passare a dare un occhio”. Forse mamma ha esagerato

Ore 11:05: esco dalla sala operatoria e mi accoglie un amico. “Mi riconosci?” – “Certo, con quella faccia di cazzo che hai!”

Ore 11:10: arrivo al letto e gli infermieri cominciano a fare complicati calcoli trigonometrici per capire come sollevare e mettere sul letto la mia quintalata abbondante

Ore 11:12: faccio perno con la gamba destra e mi ribalto sul letto

Ore 11:13: gli infermieri mi guardano sconvolti

Ore 11:20: “L’operazione è andata bene, ora mi raccomando: riposi, non si alzi prima di oggi pomeriggio, per ora eviti di mangiare e beva acqua”

Ore 11:22: lavoro alla creazione di un marchingegno misterioso

Ore 11:25: sono riuscito a far passare la sacca del drenaggio per la manica della vestaglia fino a farla scivolare in tasca. Non dovrei dare nell’occhio

Ore 11:30: sono al bar a prendere un caffè e a fumare

Ore 13:00: flebo di routine. Quindici flebo di routine

Ore 19:00: finiscono le flebo, resto con l’ago nella mano

Ore 19:05: “Scusi, ma l’ago non possiamo toglierlo?”“Ah, sì, tra cinque minuti le mando l’infermiere a rimuoverlo”

Ore 19:15: “Scusi, ma l’ago non possiamo toglierlo?” – “Ah, sì, tra cinque minuti le mando l’infermiere a rimuoverlo”

Ore 19:30: “Scusi, ma l’ago non possiamo toglierlo?”“Ah, sì, tra cinque minuti le mando l’infermiere a rimuoverlo”

Ore 19:45: “Scusi, ma l’ago non possiamo toglierlo?”“Ah, sì, tra cinque minuti le mando l’infermiere a rimuoverlo”

Ore 20:00: succede l’irreparabile. Poggio la testa sul cuscino e cado in un sonno profondo

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VENERDI’

Ore 8:00: mi sveglio con l’ago in mano, il primo dei venticinque infermieri addetti a controllarmi quella mattina mi chiede “Ma come mai ha l’ago nella mano?”

Ore 8:01: “Guardi, è il mio hobby. Ogni sera prima di dormire adoro pugnalarmi, mi fa rilassare”

Ore 8:02: “Ah, dobbiamo toglierlo”

Ore 8:03: “Ma no, perchè mai… mi sono affezionato! Potremmo lasciarlo lì per la prossima operazione, che dice?”

Ore 8:30: entrano in camera l’infermiera responsabile della dimenticanza seguita dal primario vestito da samurai, che la giustizia davanti ai miei occhi. Forse mamma ha esagerato

Ore 9:50: mi dimettono

Ore 10:00: arriviamo a casa senza incontrare traffico. Davanti a noi un commando di ex parà della Legione Straniera faceva saltare in aria le macchine che potevano ostacolare un mio rapido ritorno a casa. Forse mamma ha esagerato

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6 commenti to “Ore 11:30: mentre leggete sarò sotto anestesia…”

  1. stessa operazione, ospedale diverso, ma stesso contadino indistruttibile in camera.
    lui dimesso dopo 12 ore, io dopo 24 causa complicazioni (febbre)..
    certo che però tutta quell’insistenza per farmi vedere dove e quanto lo avevano rasato (ernia) e per vedere dove e quanto avessero rasato me rimane sospetta…

  2. per guadagnare tempo màmmà, e per non farti soffrire, contemporaneamente ha prenotato la visita dell’urologo, nel caos gli è rimasto il dito incastrato nel tuo culo, forse màmmà ha esagerato………

  3. Bè, insomma… son stati 3 giorni del cazzo!

  4. Diavolo, ma il contadino 70enne con l’ernia lo becchiamo tutti?
    Ok, il mio forse aveva 60 anni, ma non facciamone una questione di numeri.

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